Sono una persona obesa, come posso dimagrire ?

Mounjaro (Tirzepatide) | Meds Direct To YouLa nuova frontiera terapeutica è rappresentata da Mounjaro. Si tratta del nuovo prodotto terapeutico della multinazionale Eli Lilly costituito da Tirzepatide. La nuova molecola è in grado di stimolare i recettori del GLP-1 come facevano Saxenda e Wegovy ma anche quelli del GIP. L’acronimo GIP sta per peptide inibitore gastrico che promette di avere influenza sullo svuotamento del contenuto gastrico e dare meno problemi di nausea e gastropatia tipici di Saxenda e Wegovy 

Terapia farmacologica per dimagrire

Liraglutide

Perdere peso può essere a volte necessario: non soltanto per risolvere un problema estetico, ma per prevenire più serie patologie. Dove la dieta e l’attività fisica non bastano, viene oggi in aiuto dei pazienti un nuovo farmaco: la liraglutide. Immesso sul mercato di recente, ha già raggiunto alti livelli di gradimento. Una terapia farmacologica dell’obesità, a volte, è l’unica strada percorribile per restituire a molte persone una migliore qualità di vita e soprattutto per allungare le loro aspettative di vita. Non sempre è facile individuare la causa del peso eccessivo in una persona. Spesso entrano in campo problemi genetici, disordini alimentari e aspetti sociali che rendono difficile stilare una terapia dell’obesità.

A cosa serve la liraglutide

Funzionamento

La terapia farmacologica dell’obesità, a base di Liraglutide, ha il pregio di centrare subito l’obiettivo: far perdere peso a chi l’assume. Calo di peso che si stabilizza già dopo i primi mesi. Questo perché la liraglutide regola il metabolismo, comunicando al cervello i segnali che regolano l’appetito ed il senso di sazietà. Tuttavia la terapia farmacologica dell’obesità basata sulla liraglutide deve essere inserita all’interno di un programma di dimagrimento più vasto, che include sacrifici e costanza. Solo un professionista potrà personalizzare la terapia più adeguata per ogni paziente.

A metà degli anni ’90, il dott. John Eng  ha scoperto che un ormone contenuto nel veleno del mostro di Gila, una grande lucertola scoperta nell’arenile del fiume GILA in Arizona non lontano dalla città di Tucson, stimola la produzione di insulina nel corpo. L’ormone che lui ha chiamato INCRETINA, funziona in modo simile a un altro ormone chiamato GLP-1 presente nel tratto digestivo degli esseri umani che regola il glucosio nel sangue. 

Il dottor Eng ha iniziato la sua carriera come medico e ricercatore presso il Veterans Administration Medical Center nel Bronx, New York, lavorando sotto la dottoressa Rosalyn S. Yalow, vincitrice del Premio Nobel. Concentrandosi sul veleno del mostro di Gila, il dottor Eng scoprì nel 1992 un nuovo composto che chiamò Exendin-4. Il composto stimola le cellule produttrici di insulina nel pancreas a produrre più insulina quando i livelli di glucosio sono alti. Il composto mantiene i livelli di zucchero nel sangue del corpo a un livello costante e normale riducendo al minimo, rispetto a un’iniezione di insulina, il rischio che i livelli diventino troppo bassi.

Controllare la quota di glucosio in realtà si è scoperto che riguarda anche il paziente obeso che riesce ad evitare l’iperglicemia trasformando il glucosio in tessuto adiposo.

Riducendo il glucosio  nel sangue del paziente obeso – senza mai causare ipoglicemia – mediante un meccanismo naturale che è lo stesso che si determina dopo il pasto a base di carboidrati ecco che è possibile ridurre anche il piacere che deriva dal mangiare gli alimenti che in primo luogo sono la causa dell’eccesso di peso. Grazie alla ricerca del dott. Eng è stato possibile creare il farmaco SAXENDA che in modo naturale toglie il piacere di eccedere con gli alimenti “remunerativi” responsabili dell’addiction cioè dell’eccesso causato dal piacere che questi sanno determinare.

 

 

 

 

Terapia farmacologica del paziente Obeso

IL METABOLISMO DIPENDE ANCHE DAL FEGATO 

Vari studi hanno descritto gli effetti benefici di specifici batteri intestinali sulla nostra salute.
Il microbiota intestinale (L) potrebbe migliorare i profili metabolici dei pazienti che soffrono di diabete di tipo 2 e anche di tipo 1 e di chi è in sovrappeso.
Tuttavia, identificare i potenziali ceppi probiotici che possono colonizzare efficacemente il tratto gastrointestinale e influenzare significativamente il metabolismo dell’ospite rimane ancora una via terapeutica tutta da scoprire.
Un primo approccio consiste nel valutare la presenza di due tossine che originano dal metabolismo di specifici gruppi batterici intestinali e  che una volta assorbite dall’intestino passano nel sangue e poi drenate dai reni sono eliminate con le urine.

Scatolo e Indolo sono le due tossine valutate mediante un semplice esame delle urine del paziente. (L)
Il mancato equilibrio tra i gruppi di batteri responsabili della produzione di SCATOLO e quelli responsabili della produzione di INDOLO è un primo passo per valutare la presenza e soprattutto l’andamento nel tempo della DISBIOSI.
La disbiosi intestinale intesa come l’alterazione dell’equilibrio tra le colonie batteriche gastrointestinali è stata studiata nei topi e nell’uomo.
L’insorgere di malattie croniche e  la necessità di dover assumere terapie farmacologiche protratte, i cambi radicali del modo di alimentarsi , il doversi trasferire in luoghi con culture alimentari completamente diverse da quelle adottate per decenni e la stessa necessità di doversi sottoporre a cambiamenti delle abitudini alimentari per perdere peso, possono causare la disbiosi.
Ahimè la disbiosi stessa può causare aumento di peso.
Nonostante una maggiore comprensione del contenuto genetico del microbioma rimane da chiarire la relazione tra lo sviluppo dell’adiposità e i batteri intestinali.
Recentemente è stato dimostrato come l’assunzione di alte dosi di acidi biliari  sia in grado di agire sui batteri intestinali.
Di per se la bile normalmente regola funzionalmente il metabolismo dei grassi e svolge un ruolo profondo nel metabolismo del colesterolo.

Solo recentemente è stato possibile dimostrare che la supplementazione di acidi biliari è in grado di agire sul metabolismo e modificare il peso dell’ospite attraverso modificazioni della flora batterica intestinale.
L’assunzione di alti dosaggi di sali biliari (L) ha comportato una significativa riduzione dell’aumento di peso, del colesterolo plasmatico e dei trigliceridi che causano la steatosi (L) del fegato nell’obeso.

Regulation of host weight gain and lipid metabolism by bacterial bile acid modification in the gut Susan A. Joyce John Mac Sharry Patrick G. Casey, Michael Kinsella, Eileen F. Murphy, Fergus Shanahan, Colin Hill, and Cormac G. M. Gahan

 

RUOLO DEGLI ACIDI BILIARI

Numerosi studi hanno dimostrato che gli acidi biliari agiscono come molecole di segnale in grado di modificare il metabolismo energetico, glucidico e lipidico.

Thomas C, Gioiello A, Noriega L, Strehle A, Oury J, Rizzo G, Macchiarulo A, Yamamoto H, Mataki C, Pruzanski M et al.: TGR5- mediated bile acid sensing controls glucose homeostasis. Cell Metab 2009, 10:167-177.

Studi recenti hanno confermato la relazione tra la flora batterica intestinale e la secrezione biliare del fegato

Degirolamo C, Rainaldi S, Bovenga F, Murzilli S, Moschetta A: Microbiota modification with probiotics induces hepatic bile acid synthesis via downregulation of the Fxr-Fgf15axis in mice. Cell Rep 2014, 7:12-18.

In uno studio elegante, Joyce et al. ha dimostrato che l’attività dell’enzima idrolasi dei batteri intestinali, è in grado di influenzare il peso corporeo e lo sviluppo della massa grassa.

Joyce SA, MacSharry J, Casey PG, Kinsella M, Murphy EF, Shanahan F, Hill C, Gahan CG: Regulation of host weight gain  and lipid metabolism by bacterial bile acid modification in the gut. Proc Natl Acad Sci USA 2014, 111:7421-7426.

Questo studio ha dimostrato che la colonizzazione del tratto gastrointestinale da parte di un batterio trasformato (es. Escherichia coli) che aumenta l’attività dell’enzima idrolasi  ha come risultato una riduzione del peso corporeo, del colesterolo plasmatico e dei trigliceridi epatici.
In pratica quindi assumere ad ogni pasto acido ursodesossicolico oppure acido deidrocolico non solo migliorerebbe la funzionalità epatica  la digestione e la funzionalità intestinale ma addirittura sarebbe in grado di favorire la perdita di peso.
Poiché numerosi probiotici svolgono l’attività di idrolisi batterica, ciò può spiegare parzialmente i loro effetti metabolici sul peso corporeo.

Begley M, Hill C, Gahan CG: Bile salt hydrolase activity in probiotics. Appl Environ Microbiol 2006, 72:1729-1738.

Sebbene l’influenza del microbiota intestinale sul metabolismo energetico sia certamente multifattoriale, questo tipo di studio sottolinea l’importanza della selezione razionale dei probiotici basata su caratteristiche specifiche, come la loro capacità di idrolizzare i sali biliari.
Infatti composizione e struttura finale degli acidi biliari sono determinate dalle trasformazioni operate dalla flora batterica intestinale.

Gli acidi biliari si dividono in:

  • primari, perché formati direttamente dal fegato come l’acido colico e e l’acido chenodesossicolico,
  • secondari, perché formati  dalla flora batterica nell’intestino a partire da quelli primari come l’acido litocolico e l’acido desossicolico.

La supplementazione per poter agire indipendentemente dal microbiota del soggetto deve essere fatta con acidi biliari simili a quelli che la flora batterica di persone magre produce normalmente.
Tra gli acidi al momento disponibili, in grado di agire sul recettore farnesoide X e sul microbiota facilitando lo smaltimento dei grassi , abbiamo l’acido deidrocolico, l’ursodesossicolico e il taurocolico.
L’acido deidrocolico agisce aumentando l’afflusso della bile nell’intestino e in virtù della sua azione coleretica, possiede una debole attività lassativa che è rinforzata dalla sua azione di stimolo della peristalsi intestinale, per azione diretta sulla mucosa del colon.
L’acido deidrocolico è metabolizzato in gran parte a livello del fegato e trasformato in acido idrossichetocolico e poi riversato nell’intestino come acido colico.

Ma come tale agisce sul colon facilitando la peristalsi e favorendo i batteri che concorrono a migliorare il nostro metabolismo.

L’acido ursodesossicolico è stato impiegato da decenni per ridurre la dimensione dei calcoli della cistifellea e come coadiuvante della terapia della cirrosi biliare. Solo recentemente è stato scoperto agire anche sul recettore Farnesoide X coinvolto nel metabolismo adiposo.

Questo farmaco deriva dall’acido ursodesossicolico unito alla Taurina.
Ha dimostrato essere un antiossidante e addirittura un neuroprotettivo del sistema nervoso centrale impiegato nella terapia del Morbo di Parkinson e anche nella SLA ovviamente in associazione alla terapia convenzionale.

J. Parry et al., “Safety, tolerability, and cerebrospinal fluid penetration of ursodeoxycholic acid in patients with Amyotrophic Lateral Sclerosis”, CLIN. NEUROPHARMACOL, (2010).

L’acido tauroursodesossicolico é presente fisiologicamente nella bile umana; i farmaci industriali presenti in Italia a base di questo acido (es. Tauro® o Tudcabil®) sono indicati per il trattamento dei calcoli biliari e della cirrosi biliare.

Tuttavia diversi studi hanno dimostrato l’efficacia dell’acido tauroursodesossicolico come coadiuvante nella terapia dell’insulinoresistenza e tale da migliorare il rapporto tra massa magra e grassa a parità di dieta e attività fisica.

Tauroursodeoxycholic Acid May Improve Liver and Muscle but Not Adipose Tissue Insulin Sensitivity in Obese Men and Women Marleen Kars, Ling Yang, Margaret F. Gregor, B. Selma Mohammed, Terri A. Pietka, Brian N. Finck, Bruce W. Patterson, Jay D. Horton, Bettina Mittendorfer, Gökhan S. Hotamisligil and Samuel Klein
Diabetes 2010 Aug; 59(8): 1899-1905.

Obesità: Cause, Sintomi e Cura

Mi chiamo Claudio Saluzzo sono un Dietologo a Torino in oltre 30 anni di vita professionale ho aiutato centinaia di persone a migliorare la loro dorma fisica e il loro equilibrio nutrizionale.

Ho scritto io questa guida, nella speranza che possa aiutare anche te. Se stai cercando una guida con Informazioni puntuali dal punto di vista medico ricca di dettagli facile da comprendere sei davvero nel posto giusto!

Sommario

Introduzione alla cura del comportamento alimentare

Quanto dovrei pesare?

Per quale ragione aumenta il grasso corporeo?

• Insulina e aumento di peso
• Ormoni che regolano il Peso
• Quando mi debbo allarmare per l’aumento di peso?
• Circonferenza addominale
• Russare con momenti di apnea
• Sonnolenza dopo mangiato
• Dolori artrosici alle ginocchia, ai piedi e alle anche

Cause dell’Obesità

• Obesità genetica
• Obesità comportamentale
• Obesità Addominale
• Obesità degli arti
• Obesità Infantile

Conseguenze dell’Obesità Cronica che perdura da oltre un anno

1. Disagio psicologico
2. Pressione alta con necessita di cure farmacologiche
3. OSAS cioè la sindrome delle apnee notturne
4. Mortalità

Chi cura l’Obesità
Comportamento alimentare

LA DIETA

• Dieta ABC
• Ricette per il Gruppo A Gruppo B e gruppo C
• Dieta ABC fuori casa
• Come organizzare il frigorifero

Le Diete Speciali

• Dieta per il Reflusso Gastro Esofageo
• Dieta per l’acidità gastrica 
• Dieta Chetogenica
• Intolleranze Alimentari
• Dieta per la Disbiosi
• Dieta FODMAP priva di scorie
• Dieta per la Stipsi
• Dieta del sondino naso-gastrico per dimagrire
• Dieta del sondino – senza sondino
• La giornata di solo frutta

I Carboidrati nella dieta

• Quando la dieta chetogenica fa bene
• Glicemia alta
Diabete Alimentare detto anche Diabete Mellito (mellito = dolce come il miele)
• Indice glicemico e carico glicemico
• Dieta povera di Carboidrati
• Carboidrati meno dannosi

CURA DELL’OBESITÀ

Ho scritto un libro: Obesità sintomo non malattia dove spiego l’importanza di stimolare la resilienza comportamentale nella persona che desidera guarire da un disturbo così complesso.

• Obesità come conseguenza di: disturbi del comportamento alimentare

• Obesità come conseguenza di Iperalimentazione Relativa

• Obesità come conseguenza dell’insulinoresistenza

• Terapia dell’obesità legata a iperfagia e insulinoresistenza

• Terapia dell’obesità legata alle alterazioni del comportamento alimentare

Liraglutide, ormone della sazietà

Liraglutide, una puntura al giorno toglie l’obesità di torno.

E’ stata l’intuizione di uno scienziato americano a portare a questa straordinaria molecola.


JOHON ENG è l’endocrinologo dell’Ospedale Bronx Veterans Affairs Medical Center di New York a cui si deve la scoperta.

Il LIRAGLUTIDE è del tutto simile all’ormone GLP1 (glucagon like peptide 1) che produciamo quando siamo sazi. lo scienziato ENG J. osservando lo strano comportamento di una lucertola velenosa del deserto dell’Arizona che pur mangiando solo un paio di volte all’anno non va in letargo e non diminuisce il suo metabolismo nonostante il lungo digiuno, ha avuto l’idea di studiarne il metabolismo ormonale.

A metà fra una lucertola e una salamandra, il mostro di Gila è l’unica lucertola velenosa al mondo, è diffusa nell’America Settentrionale. Così è nato un filone di ricerca che sfruttando l’ormone della sazietà della lucertola è arrivato a sintetizzare una molecola in grado di dare sazietà.

 

Si tratta di un nuovo presidio medico che imita lo stato fisiologico e psicologico che consegue ad un pasto abbondante. Il Liraglutide ha una struttura simile all’ormone che produciamo quando siamo sazi,  migliora il metabolismo dei carboidrati e per questo è utilizzato anche nella cura del diabete di tipo alimentare. Il Liraglutide permette di portare il processo della perdita di peso a un livello più alto senza agire sulla stimolazione cardiovascolare, anzi gli studi sperimentali e la mia esperienza clinica sulla base dei pazienti che lo stanno impiegando dimostrano che la pressione arteriosa diminuisce. Il farmaco è stato approvato dalla Commissione Sanitaria Europea ed è reperibile c.o le farmacie italiane da qualche mese.

Liraglutide agisce inibendo l’appetito e rendendo piu’ facile la restrizione alimentare  . Quando il corpo non riceve un adeguato apporto calorico comincia a bruciare il grasso corporeo per ottenere le calorie  di cui ha bisogno.

Riassumendo l’utilizzo del Liraglutide, oltre alla perdita di peso, offre  i seguenti  vantaggi:

  • Aumenta i livelli di colesterolo buono
  • Riduce la pressione arteriosa
  • Previene diabete
  • Produzione e utilizzo

Liraglutide, che è  commercializzato con il nome di Saxenda, è realizzato in Danimarca  dalla casa farmaceutica  Novo Nordisk, ed è contenuto all’interno di una siringa simile a quella usata dai diabetici per l’insulinoterapia. E’ necessaria  una somministrazione una volta al giorno e alla stessa ora .

Che cosa è Liraglutide e come funziona?

Liraglutide è un peptide ad azione prolungata simile al glucagone-1 ricettore agonista in grado di  ritardare lo svuotamento gastrico e cosi’ determinare un prolungato senso di sazietà. Passando la barriera ematoencefalica,  inibisce l’appetito a livello centrale agendo in modo efficace sui centri della fame.

Studi scientifici e l’opinione di esperti

Rispetto ai farmaci anti obesità del passato, Liraglutide ha un’azione farmacologicamente diversa, che consente l’utilizzo ad una platea maggiore perché può essere assunto anche da persone  con problemi cardiovascolari. Grazie a questo medicinale si potrà evitare di mandare molti pazienti alla chirurgia bariatrica ed è indicato anche nelle persone con ipertensione arteriosa sistolica e sindrome delle apnee notturne.

Effetti collaterali e problemi di salute

Per quanto improbabili possano essere, gli effetti collaterali non si possono escludere del tutto.

Possibili effetti indesiderati comprendono:

  • Nausea
  • Diarrea
  • Mal di testa
  • Prurito

Il Saxenda  è prescrivibile su piano terapeutico personalizzato solo da Medici Specialisti in Scienza dell’Alimentazione, Endocrinologia, Medicina Interna e Cardiologia.