L’Impedenziometro è uno strumento sofisticato e di semplice utilizzo che consente di misurare l’impedenza del corpo umano attraverso la quale è possibile scomporre il peso di una persona in massa magra, massa grassa, acqua intra ed extracellulare. L’esame impedenziometrico serve per capire se siamo magri pur pesando molto o invece grassi pur pesando poco. 

Questo esame è fondamentale per poter rispondere a quesiti importanti in questa branca della Medicina Funzionale:

Soffro di ritenzione idrica?

Mi sento gonfia, ho l’impressione di essere piena di acqua! 

Perché un tempo, anche se ingrassavo molto, appena mi mettevo a dieta perdevo peso invece ora non ci riesco più?

Quanto dovrei pesare?

Perché mi vedo sempre grasso pur avendo perso molto peso? 

 

ANALISI DATI IMPEDENZIOMETRICI

Il peso totale deve essere scomposto in massa grassa e massa magra da questa poi l’impedenziometro estrapola la massa muscolare che rappresenta la componente metabolicamente più attiva e che consente di calcolare il metabolismo basale ovvero il consumo calorico non legato all’attività fisica. Si è grassi non in rapporto al peso fatto registrare sulla bilancia ma in base al grasso che allo specchio vediamo appesantire la nostra fisionomia e che ora è diventato una misura facilmente accertabile. Pertanto se sono alto 170 cm – peso 100 kg e ho una massa grassa del 30% allo specchio non vedrò il corpo di un culturista dalle grosse membra scolpite dalla fatica ma quello di una persona sedentaria grassa, e anche se perdo 30 kg e ho raggiunto il peso che può essere considerato ottimale per la mia altezza secondo il calcolo del BMI (Body Mass Index = Kg/m²) mi vedrò sempre come un sedentario grasso anche se deperito qualora la percentuale di Massa Grassa rimanesse del 30%. La perdita della massa muscolare – diminuendo il dispendio energetico basale – comporta una maggiore facilità ad ingrassare, stanchezza, pallore, svogliatezza e bisogno di quegli alimenti ad alto Indice Glicemico: dolci – frutta – prodotti da forno – bevande energetiche che sono i più difficili da “smaltire”.

Secondo la legge di Ohm, tutte le sostanze offrono una resistenza al passaggio di una corrente elettrica e questo vale anche per il corpo umano.
Pertanto l’impedenza del corpo è proporzionale alla diminuzione di tensione che si riscontra alle sue estremità, quando esso è attraversato da una corrente elettrica alternata.

Il tessuto adiposo ha meno acqua e pertanto offre una resistenza maggiore rispetto al tessuto muscolare. Con gli elettrodi posti su mani e piedi, la persona deve assumere una posizione distesa, rilassata, con braccia e gambe allargate. L’impedenziometro, collegato tramite elettrodi al paziente, misura la resistenza che il corpo oppone al passaggio di una corrente debolissima ad altissima frequenza (50.000 Hz), del tutto inavvertita dal paziente. Ricavato il valore dell’impedenza corporea, tramite alcuni algoritmi e con l’ausilio di un computer, si risale al contenuto di acqua corporea, intra ed extra cellulare e, ai valori di massa magra e di massa grassa.

È riscontrato che l’angolo di fase di una persona sana oscilla fra i 4 ed i 15 gradi, in relazione soprattutto alla capacità delle membrane cellulari di rallentare il flusso di corrente. Pertanto, l’angolo di fase può essere assunto come un indice prognostico dello stato d’integrità delle membrane cellulari.
Le dimensioni della reattanza (Xc) e della resistenza (R) appaiono regolate matematicamente e geometricamente, vedi legge di Pitagora. Dall’impedenza e dall’angolo di fase (Φ), si posso ricavare R e Xc, e non viceversa.

 

Bibliografia:

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