SURMOUNT-MAINTAIN: SI PUÒ RIDURRE LA DOSE DI MOUNJARO MANTENENDO IL PESO?

SURMOUNT-MAINTAIN: SI PUÒ RIDURRE LA DOSE DI MOUNJARO MANTENENDO IL PESO?
Sintesi
Lo studio SURMOUNT-MAINTAIN, pubblicato sul Lancet il 12 maggio 2026 e presentato in contemporanea al Congresso ECO di Istanbul, r i s p onde a una domanda clinicamente nuova: dopo aver raggiunto il peso target con Mounjaro alla dose massima, si può ridurre la dose mantenendo il risultato?
Introduzione
Il 12 maggio 2026, in contemporanea al Congresso europeo dell’obesità a Istanbul, sul Lancet sono stati pubblicati i risultati di SURMOUNT-MAINTAIN (Horn et al., 2026). È il primo trial al mondo a porsi una domanda che fino a oggi non aveva una risposta basata su dati randomizzati: dopo aver raggiunto il peso target con tirzepatide (Mounjaro) alla dose massima, cosa succede se si riduce la dose rispetto al continuarla o al sospenderla?
LA DOMANDA CHE FINO A OGGI NON AVEVA RISPOSTA
Negli ultimi anni due cose erano già acquisite. Primo, che continuare la terapia con un agonista del recettore del GLP-1 dopo aver raggiunto il peso desiderato mantiene il risultato; questo lo aveva dimostrato lo studio SURMOUNT-4 nel 2024 (Aronne et al.), specifico per tirzepatide (Mounjaro), oltre che lo studio SELECT a quattro anni con semaglutide. Secondo, che sospendere la terapia porta a recupero progressivo del peso, in media circa la metà del calo ottenuto entro uno-due anni.
Tra queste due opzioni — continuare alla dose piena o smettere — c’era però uno spazio clinico che non aveva avuto una corretta indagine di ricerca. Cosa succede se invece di smettere totalmente la terapia si continua riducendo la dose fino al minimo dosaggio che consente di mantenere il peso?
SURMOUNT-MAINTAIN porta finalmente quei dati.
COME È STATO FATTO LO STUDIO
Lo studio si è svolto in due fasi consecutive, per un totale di 112 settimane.
FASE 1 
60 settimane: calo di peso. 441 adulti con obesità (BMI medio 40, peso medio 113,8 kg, età media 47 anni, 65% donne) sono stati trattati in aperto con tirzepatide alla dose massima tollerata (10 o 15 mg alla settimana), insieme a counselling sullo stile di vita. Al termine delle 60 settimane, l’84% dei partecipanti aveva raggiunto un plateau ponderale, cioè una stabilizzazione del peso definita come variazione inferiore al 5% tra le settimane 48 e 60.
FASE 2 
(52 settimane): mantenimento. I 378 partecipanti che soddisfacevano i criteri (calo ≥5% e tolleranza alla dose di almeno 10 mg) sono stati randomizzati in tre bracci in rapporto 3:3:2:
• Continuare alla dose piena (10 o 15 mg) — 140 pazienti
• Ridurre la dose a 5 mg — 144 pazienti
• Passare al placebo — 94 pazienti
SI PUÒ RIDURRE LA DOSE DI MOUNJARO E MANTENERE IL PERSO PERSO ?
SICUREZZA: LA DOSE RIDOTTA È MEGLIO TOLLERATA
Il profilo di sicurezza è quello atteso per tirzepatide e coerente con tutto lo studio SURMOUNT. Gli effetti gastrointestinali — nausea, vomito, diarrea, stipsi — sono stati i più frequenti, prevalentemente lievi-moderati, concentrati durante la titolazione iniziale e poi in netta riduzione durante la fase di mantenimento.Un dato pratico utile: nei 12 mesi di mantenimento, l’incidenza degli eventi gastrointestinali è risultata numericamente inferiore nel gruppo a 5 mg rispetto al gruppo a dose piena. Per esempio, nausea in mantenimento: 6% con dose piena vs 4% con 5 mg; diarrea: 7% vs 5%; vomito: 6% vs 1%. Non c’è stato un confronto statistico formale tra le due dosi di tirzepatide, ma il segnale clinico è coerente con quanto ci si aspetta. Nessun caso di pancreatite confermata in fase di mantenimento (Horn et al., 2026). Non sono emersi segnali di nuova preoccupazione.
BIBLIOGRAFIA Aronne LJ, Horn DB, le Roux CW, et al. (2026) Orforglipron for maintenance of body weight reduction: the double-blind, randomized phase 3b ATTAINMAINTAIN trial. Nat Med. Published online 13 May 2026. https://doi.org/ 10.1038/s41591-026-04386-7 Aronne LJ, Sattar N, Horn DB, et al. (2024) Continued treatment with tirzepatide for maintenance of weight reduction in adults with obesity: the SURMOUNT-4 randomized clinical trial. JAMA. 331(1):38-48. https://doi.org/10.1001/ jama.2023.24945 Horn DB, Aronne LJ, Wharton S, et al. (2026) Tirzepatide for maintenance of bodyweight reduction in people with obesity in the USA (SURMOUNTMAINTAIN): a multicentre, double-blind, randomised, placebo-controlled trial. Lancet. Published online 12 May 2026. https://doi.org/10.1016/ S0140-6736(26)00656-2 Jastreboff AM, Aronne LJ, Ahmad NN, et al. (2022) Tirzepatide once weekly for the treatment of obesity (SURMOUNT-1). N Engl J Med. 387(3):205-216. https:// doi.org/10.1056/NEJMoa2206038 Jastreboff AM, le Roux CW, Stefanski A, et al. (2025)Tirzepatide for obesity  treatment and diabetes prevention. N Engl J Med. 392(10):958-971. https:// doi.org/10.1056/NEJMoa2410819 Lincoff AM, Brown-Frandsen K, Colhoun HM, et al. (2023) Semaglutide and cardiovascular outcomes in obesity without diabetes (SELECT). N Engl J Med. 389(24):2221-2232. https://doi.org/10.1056/NEJMoa2307563

SEMAGLUTIDE E RISCHIO NAION: COSA SAPPIAMO SU TIRZEPATIDE, DIABETE E OBESITÀ

SINTESI

Le evidenze attuali non indicano un aumento documentato del rischio di NAION nei pazienti con obesità senza diabete. Un segnale osservazionale esiste nei pazienti diabetici, ma è spiegabile con meccanismi legati alla microangiopatia preesistente e non con un effetto tossico diretto del farmaco.

INTRODUZIONE

Negli ultimi mesi alcuni articoli scientifici e notizie sui media hanno sollevato un possibile collegamento tra semaglutide e NAION (neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica), una rara patologia del nervo ottico che può causare perdita improvvisa della vista.
Questo ha generato preoccupazione tra i pazienti che assumono semaglutide e tirzepatide per il trattamento dell’obesità o del diabete.
Ma cosa dicono realmente i dati scientifici disponibili? Il segnale non è uguale per tutti: la risposta cambia in modo sostanziale a seconda che il paziente abbia o meno un diabete di tipo 2.

Obesità Addominale come misurarla e come curarla

Adiposità sottocutanea
Adiposità Viscerale
Obesità Addominale Sottocutanea

L’obesità addominale può essere causata da un eccesso si tessuto adiposo sopra i muscoli addominali e per questo detto sottocutaneo. Quando è sotto i muscoli prende il nome di viscerale.

Da un punto di vista statistico il rischio di patologie associate all’adiposità sottocutanea sono ortopediche e oncologiche.  L’eccesso di adipe viscerale che causa un addome gonfio e duro e meteorico è legato a complicanze gastroenteriche come la gastrite o cardiovascolari come l’ipertensione ma anche metaboliche come l’eccesso di grassi nel sangue  e il diabete alimentare .

L’esame che consente di misurare con esattezza la quantità di grasso e la sua localizzazione è l’ecografia che con uno strumento portatile consente in studio di misurare i centimetri della massa adiposa e la sua localizzazione . Altro strumento di semplice utilizzo è la misurazione della vita che mediante un complesso calcolo logaritmico consente di capire il grado di adiposità addominale della persona in esame. Questo complesso calcolo ora è reso semplice da strumenti automatici che si trovano in rete.

calcolare il grado di rischio cardiovascolare mediante la misura della vita

La terapia mediante i nuovi agonisti del GLP-1 e del GIP come Mounjaro e Wegovy consente di curare la salute del fegato dalla quale dipende in maniera direttamente proporzionale il grado di adiposità viscerale . Molti studi hanno dimostrato che la puntura settimanale migliora la salute del fegato sino alla completa guarigione della steatosi e della steato-epatite.

Quale vitamina D assumere ?

Quale integrazione di vitamina D è da preferire?

Perché nonostante una volta al mese si assuma la fialetta oleosa di vitamina D, il valore nel sangue è spesso sotto i valori minimi di riferimento?

In realtà quella che si dosa nel fegato non è la vitamina D  ma la sua forma attivata dall’esposizione solare cioè il 25-OH-colecalciferolo. In sostanza il colecalciferolo è la pre vitamina che si forma da una molecola di colesterolo a livello cutaneo grazie all’esposizione solare.

Il passaggio successivo avviene nel fegato che trasforma il colecalciferolo in  calcifediolo  o 25(OH)D .

Diversi studi recenti hanno proposto il calcifediolo, o 25(OH)D, come un ottimo sostituto del colecalciferolo per incrementare la concentrazione di 25(OH)D3 nel sangue, in quanto rispetto a quest’ultimo si è mostrato in grado di determinare un aumento rapido e sostenuto delle concentrazioni della vit D3 nel sangue

Jetter A, Egli A, Dawson-Hughes B, et al. 
Pharmacokineticsof oral vitamin D(3) and calcifediol. Bone 2014;59:14-9.
Rossini M, Viapiana O, Idolazzi I, et al. Razionale e risultati del trattamento settimanale
con calcifediolo nell’osteoporosi postmenopausale e senile. Minerva Med 2007;98:53-68.

Assumendo quindi la forma NON ATTIVA cioè il colecalciferolo, il cui nome commerciale per intenderci è per esempio DI BASE sarà difficile raggiungere livelli utili di vit D. Assumendo il calcifediolo il cui nome commerciale per esempio è DIDROGYL l’integrazione vitaminica sarà più rapida, duratura ed efficace. La vit. D è un fondamentale stabilizzatore di membrana che svolge importanti funzioni protettive contro l’insorgere delle neoplasie, delle malattie autoimmuni, dell’arteriosclerosi e delle cardiopatie.

Dietologo a Torino. Attività fisica per dimagrire quando farla?

Diversi studi recenti hanno dimostrato ciò che da molto ho sperimentato su me stesso

Exercise Prescription for Postprandial Glycemic Management.Bellini A, Scotto di Palumbo A, Nicolò A, Bazzucchi I, Sacchetti M.Nutrients. 2024 Apr 14;16(8):1170. doi: 10.3390/nu16081170.

L’esercizio moderato eseguito entro i 45 minuti dalla fine del pasto e in particolare nel dopo cena ha un effetto benefico sul picco insulinico post prandiale di coloro che soffrono di insulinoresistenza e di conseguenza ha un effetto notevole sulla riduzione del giro-vita . Occorre considerare poi che è il picco insulinico il responsabile dell’effetto di stoccaggio del glucosio in eccesso nei trigliceridi del tessuto adiposo e del fegato

Effects of postprandial exercise on blood glucose levels in adults with type 1 diabetes: a review.

Helleputte S, Yardley JE, Scott SN, Stautemas J, Jansseune L, Marlier J, De Backer T, Lapauw B, Calders P.Diabetologia. 2023 Jul;66(7):1179-1191. doi: 10.1007/s00125-023-05910-x. Epub 2023 Apr 4.

Effects of postprandial exercise timing on blood glucose and fluctuations in patients with type 2 diabetes mellitus.

Qi YY, Zheng X, Bi LN, Hu S, Li C, Zhang Y, Shi WL, Yue YJ, Li Q.J Sports Med Phys Fitness. 2025 Jan;65(1):125-131. doi: 10.23736/S0022-4707.24.16076-8. Epub 2024 Sep 25.

Nuovo farmaco contro l’obesità: Orforglipron

Gli agonisti del recettore del GLP1-ra hanno rivoluzionato in modo significativo il campo della terapia dell’obesità. Il primo è stato il Liraglutide 3 mg che si basava su iniezioni sottocutanee  giornaliere

Pi‐Sunyer X, Astrup A, Fujioka K, et al. A randomized, controlled trial of 3.0 mg of liraglutide in weight management. N Engl J Med. 2015;373(1):11‐22.https://doi.org/10.1056/nejmoa1411892

Seguite dalle iniezioni settimanali di semaglutide da 2,4 mg associate ad un’ottima  riduzione del peso corporeo

Wilding JPH, Batterham RL, Calanna S, et al. Once‐weekly semaglutide in adults with overweight or obesity. N Engl J Med. 2021;384(11):989‐1002. https://doi.org/10.1056/nejmoa2032183

Una perdita di peso ancora più impressionante si è registrata con tirzepatide che agisce sia sulla stimolazione del glp-1 ra sia sul GIP il peptide insulinotrofico glucosio dipendente.

Dutta D, Surana V, Singla R, Aggarwal S, Sharma M. Efficacy and safety of novel twincretin tirzepatide a dual GIP and GLP‐1 receptoragonist in the management of type‐2 diabetes: a Cochrane meta‐analysis. Indian J Endocrinol Metab. 2021;25(6):475‐489

Tutte queste formulazioni prevedono la terapia per via iniettiva sottocutanea. I tentativi di usare semaglutide per via orale sono falliti avendo raggiunto risultati insoddisfacenti sul controllo del peso.

Orforglipron è un nuovo farmaco  sviluppato dalla ricerca della casa farmaceutica Lilly, che assunto per via orale una volta al giorno è in grado di stimolare il recettore del  GLP-1ra in maniera simile ai farmaci infettivi.   La sua efficacia nella gestione del diabete e dell’obesità è stata valutata attraverso una serie di studi clinici randomizzati e controllati condotti di recente. L’orforglipron si distingue per la sua emivita prolungata di 29–49 ore, che lo rende un potente agonista del recettore GLP-1 in grado di determinare un calo ponderale simile alle più alte dosi di Semaglutide.

Efficacy and safety of oral orforglipron in patients with type 2 diabetes: a multicentre, randomised, dose-response, phase 2 study.Frias JP, Hsia S, Eyde S, Liu R, Ma X, Konig M, Kazda C, Mather KJ, Haupt A, Pratt E, Robins D. Lancet. 2023 Aug 5;402(10400):472-483. doi: 10.1016/S0140-6736(23)01302-8. Epub 2023 Jun 24.

I dati attuali suggeriscono che orforglipron dovrebbe essere iniziato alla dose più bassa di 6 mg/giorno e poi rapidamente aumentata a 12 mg/giorno fino ad arrivare a un massimo di 45 mg/giorno a seconda della risposta clinica e della tolleranza personale.  Il profilo degli effetti collaterali di orforglipron è identico ad altri GLP-1ra e tende a essere prevalentemente gastrointestinale e dose-dipendente. Pertanto, considerando sia l’efficacia che il profilo degli effetti collaterali, le due dosi ottimali di orforglipron per la perdita di peso con effetti collaterali gastrointestinali gestibili sono quelle di 24  e 36 mg al giorno

Frias JP, Hsia S, Eyde S, et al. Efficacy and safety of oral orforglipron in patients with type 2 diabetes: a multicentre, randomised, dose‐response, phase 2 study. Lancet. 2023;402(10400):472‐483.

Devo dimagrire a Torino. Il Mysimba fa dimagrire ?

L’assunzione di Mysimba deve essere graduale.

Mysimba la pillola azzurra che fa dimagrire

 

 

 

 

Mysimba è un farmaco approvato sin dal lontano 2012 per la cura dell’obesità  (BMI uguale o maggiore di 30) e del sovrappeso (BMI uguale o maggiore di 27) quando questo presenta comorbilità come ipertensione o dislipidemia (colesterolo alto o trigliceridi alti). Questi  valori del BMI sono importanti ai fini della prescrivibilità del farmaco per evitare che il suo impiego terapeutico sia inappropriato e si riferiscono al peso iniziale della persona in cura. 

Il Mysimba è un farmaco composto da due molecole distinte e sinergiche, il bupropione e il naltrexone.

Il bupropione è un inibitore del reuptake della norepinefrina e della dopamina utilizzato per il trattamento della depressione e per la sospensione dell’abitudine al fumo di sigaretta. 

 

 

 

 

 

Il naltrexoneè un antagonista dei recettori per gli oppiacei ed è utilizzato per il trattamento dei pazienti con dipendenza da oppiacei e da alcool.

Il bupropione, agisce su due principali aree del cervello, cioè il nucleo arcuato dell’ipotalamo e il sistema di gratificazione dopaminergico mesolimbico. Nel nucleo arcuato dell’ipotalamo, il bupropione stimola i neuroni pro-opiomelacortina (POMC) che rilasciano l’ormone che stimola l’alfa-melanocita (α-MSH), che di conseguenza si lega e stimola i recettori 4 della melanocortina (MC4-R). Quando l’α-MSH è rilasciato, i neuroni POMC rilasciano simultaneamente la β-endorfina, un agonista endogeno dei recettori μ-oppiacei. Il legame della β-endorfina ai recettori μ-oppiacei sui neuroni POMC media un feedback negativo sui neuroni POMC portando ad una diminuzione del rilascio di α-MSH.

 

 

 

 

 

Il blocco di questo feed-back negativo con naltrexone, si ritiene che possa facilitare una attivazione più potente e duratura dei neuroni POMC, amplificando quindi gli effetti del bupropione sul bilancio energetico. Le due sostanze insieme hanno un effetto sinergico sulla soppressione dell’appetito.

Devo dimagrire. L’assunzione di Mysimba deve essere graduale.

Una sola compressa assunta dopo colazione per la prima settimana. Mentre dalla seconda settimana si passa a due compresse sempre dopo colazione. Consiglio di evitare dei assumerle con il caffè . Dalla terza settimana si passa a due compresse dopo colazione e una compressa dopo pranzo. Infine dalla quarta settimana si può assumere la dose terapeutica indicata anche nella scheda tecnica del farmaco che raccomanda 4 compresse al giorno. Per il mantenimento del peso raggiunto ho potuto constatare che la maggior parte dei pazienti  riesce ad evitare l’aumento di peso assumendo  tre compresse al giorno.

Gli effetti collaterali per lo più temporanei sono la nausea e un senso di fastidio gastrico che come il senso di irrequietezza possono essere aggirati allungando i tempi della introduzione graduale alla terapia.

Greenway FL, Fujioka K, Plodkowski RA, et al. Effect of naltrexone plus bupropion on weight loss in overweight and obese adults (COR-I): a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet 2010; 376: 595–605.

Billes SK, Sinnayah P, Cowley MA. Naltrexone/bupropion for obesity: an investigational combination pharmacotherapy for weight loss. Pharmacol Res 2014; 84: 1–11.