Velasmooth

Cos’è il Velasmooth

Velasmooth è un’innovativa apparecchiatura che, grazie alla comprovata tecnologia elos (combinazione di Radiofrequenza bipolare, Luce a infrarossi, Aspirazione vacuum e Massaggio meccanico) permette di trattare in modo sicuro e non invasivo gli inestetismi della cellulite, le adiposità localizzate, ridurre le circonferenze, rimodellare e ritonificare ogni parte del corpo.

In che modo Velasmooth aiuta a migliorare l’aspetto della cellulite e

a ridurre le circonferenze

L’aspetto a “buccia d’arancia” e a onde della cellulite è causato principalmente da legami fibrosi che comprimono e mantengono i depositi di grasso. L’apparecchiatura “Velasmooth”, tramite un massaggio delicato ed all’aspirazione pulsata ritmica, manipola meccanicamente questi legami fibrosi, la pelle e lo strato di grasso. Nello stesso tempo fornisce, grazie alla Luce ad Infrarossi ed alla Radiofrequenza bipolare, un effettivo riscaldamento al grasso sottocutaneo, aumentando il metabolismo delle cellule adipose. I legami si tendono, le cellule subiscono lisi (crollano) e sono assorbite e successivamente eliminate tramite le vie escretici. Il risultato finale è un aspetto più liscio e regolare della pelle e una riduzione generale della circonferenza.

Microlipocavitazione

INNOVATIVO APPARECCHIO PER LA RIMOZIONE DEI PANNICOLI ADIPOSI LOCALIZZATI

Nell’ambito delle tecniche e utilizzate e proposte ai pazienti per ottenere le soluzioni personalizzate più efficaci la microlipocavitazione (soft-liposcultura) è quella più richiesta in assoluto.
Si tratta di una metodica non cruenta, di provata efficacia e ben tollerata, utilizzata per ridurre le adiposità ed i depositi di cellulite localizzati. Metodica ampiamente collaudata, oggi si avvale di un nuovissimo ed innovativo strumento come Microlipocavitation certificato CE Medicale e a marchio depositato.

COME FUNZIONA:

Questa tecnica di liposcultura permette di sciogliere il grasso per mezzo di una multifrequenza ultrasonica pulsata che, andando a sollecitare le cellule di grasso, le rompe sciogliendole.

VANTAGGI:

  • La multifrequenza pulsata agisce anche sulla struttura fibrotica di sostegno del grasso  e della pelle, ottenendo un eccellente effetto lifting nella zona trattata.
  • In quanto tecnice soft e micro, consente di operare anche nei piani più superficiali del pannicolo adiposo, rispettando, più delle altre metodiche, il sistema vascolare e linfatico.
  • Preserva l’integrità della struttura portante della pelle, in quanto non prevede tagli q questo livello. Le incisioni praticate sono di soli 2 mm e non rendono indispensabili punti di sutura.
  • Il trattamento viene effettuato ambulatorialmente, in anestesia locale, senza i rischi di un’anestesia generale.

Il paziente è in grado di riprendere le normali attività di vita quotidiana già nello stesso giorno.

 

Cura per problemi di sovrappeso

L’obesità può essere definita come un eccesso di massa grassa tale da influenzare negativamente lo stato di salute e di benessere della persona. E’ una condizione in continuo aumento in Italia a causa soprattutto di fattori ambientali e sociali.
La terapia di questo squilibrio è particolarmente difficile perchè è mantenuto da numerosi sistemi di regolazione dell’organismo di tipo ormonale, neurologico e psicologico che tendono ad opporsi agli interventi curativi. Per questo motivo i migliori risultati possono essere ottenuti solo con un approccio coordinato di un’equipe di specialisti diversi che forniscono le indicazioni per una cura personalizzata e sviluppata nel tempo.

SCHEDA APPROFONDIMENTO
l’obesità nelle varie età

L’obesità adolescenziale in Italia è in aumento esponenziale, con comparsa di gravi complicanze mediche anche nei giovani. Un’equipe dedicata individuerà dei percorsi personalizzati di diagnosi e cura coinvolgendo le famiglie e tenendo conto degli impegni scolastici. Gli anziani obesi saranno valutati per programmi integrati di dietoterapia, psicoterapia e riabilitazione respiratoria e motoria. Particolare cura sarà rivolta ai pazienti candidati ad interventi chirurgici per cui è necessario un calo di peso.
Percorsi diagnostici e terapeutici
Un percorso diagnostico personalizzato sarà valutato da un team di diversi specialisti che guiderà il paziente nella scelta di un programma di cura nel rispetto delle più moderne linee guida.

CHECK-UP OBESITA’
Saranno valutati tutti i possibili programmi di terapia medica integrata con il supporto psicologico, riabilitativo/fisioterapico e le indicazioni alla chirurgia endoscopica e laparoscopica offrendo ai pazienti le migliori tecniche mini invasive.

Cura anoressia

Presso la nostra clinica potremmo analizzare, prevenire e curare i primi sintomi di anoressia o gli stati avanzati di questa malattia.
Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare e controllare la propria immagine. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra.
Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita.

Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere.
L’anoressia può portare danni molto gravi alla salute come insufficienza renale, alterazioni cardiovascolari, perdita dei capelli e dei denti. Spesso si verifica il blocco del ciclo mestruale che, se permane a lungo, può causare l’osteoporosi.
Spesso anoressia e bulimia si alternano ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto.

“L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione, quando riesce a esprimere e vivere i suoi sentimenti, quando a dispetto delle difficoltà trova dentro di sé gli strumenti per far fronte alla vita e alla sofferenza che ne è parte”
(Fabiola De Clercq -1995-, Donne invisibili, Bompiani).

Cura bulimia

Presso la nostra clinica potremmo analizzare, prevenire e curare i primi sintomi di bulimia o gli stati avanzati di questa malattia.
Nella bulimia si instaura una dipendenza dal cibo come quella dalla droga e dall’alcool. La sensazione soggettiva è quella di “un pozzo buio e profondo da riempire”: si tratta di un vuoto soggettivo incolmabile, disperato, che si cerca di riempire attraverso l’assunzione di quantità eccessive di cibo.
La vita si svolge mangiando, in una sensazione di totale perdita di controllo, e vomitando incessantemente. Il senso di colpa è devastante e lascia la persona in un circolo vizioso senza fine.

Oltre alle abbuffate e al vomito, alcuni dei sintomi attraverso i quali si declina la bulimia sono condotte compensatorie come l’eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi e diuretici.
La bulimia, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti: per questo è più difficile da riconoscere rispetto all’anoressia.

Le conseguenze sono comunque devastanti sulla salute di chi ne soffre: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione, ipotalassemia e disfunzioni cardiache.

Cura obesità

L’obesità può essere definita come un eccesso di massa grassa tale da influenzare negativamente lo stato di salute e di benessere della persona. E’ una condizione in continuo aumento in Italia a causa soprattutto di fattori ambientali e sociali. La terapia di questo squilibrio è particolarmente difficile perchè è mantenuto da numerosi sistemi di regolazione dell’organismo di tipo ormonale, neurologico e psicologico che tendono ad opporsi agli interventi curativi. Per questo motivo i migliori risultati possono essere ottenuti solo con un approccio coordinato di un’equipe di specialisti diversi che forniscono le indicazioni per una cura personalizzata e sviluppata nel tempo.

SCHEDA APPROFONDIMENTO
l’obesità nelle varie età

L’obesità adolescenziale in Italia è in aumento esponenziale, con comparsa di gravi complicanze mediche anche nei giovani. Un’equipe dedicata individuerà dei percorsi personalizzati di diagnosi e cura coinvolgendo le famiglie e tenendo conto degli impegni scolastici. Gli anziani obesi saranno valutati per programmi integrati di dietoterapia, psicoterapia e riabilitazione respiratoria e motoria. Particolare cura sarà rivolta ai pazienti candidati ad interventi chirurgici per cui è necessario un calo di peso.
Percorsi diagnostici e terapeutici
Un percorso diagnostico personalizzato sarà valutato da un team di diversi specialisti che guiderà il paziente nella scelta di un programma di cura nel rispetto delle più moderne linee guida.

CHECK-UP OBESITA’
Saranno valutati tutti i possibili programmi di terapia medica integrata con il supporto psicologico, riabilitativo/fisioterapico e le indicazioni alla chirurgia endoscopica e laparoscopica offrendo ai pazienti le migliori tecniche mini invasive.

Dietologia

La Dietology Health Center, specialisti in nutrizione e scienza dell’alimentazione con indirizzo in nutrizione Clinica, è il tuo punto di riferimento per dietologia a torino, puoi rivolgerti a noi per il consulto del tuo dietologo di fiducia. Dietology Health Center centri dimagrimento a torino.
La visita tappa fondamentale è la visita dietologica per una corretta valutazione del paziente.
Il secondo punto cardine è quello di individuare i problemi all’origine, andando a determinare le patologie di malnutrizione che determinano poi problemi di salute quali l’obesità.
L’obesità è una alterazione metabolica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, di grado tale da determinare una compromissione dello stato di salute.
L’obesità rappresenta attualmente la più diffusa patologia da malnutrizione delle società occidentali industrializzate e si associa ad un incremento annuale del rischio di mortalità, principalmente attraverso le complicanze emodinamiche e metaboliche che risultano circa 2,5 volte maggiore rispetto a quelle dei soggetti normopeso.
L’indice numerico più diffuso per individuare lo stato di obesità è il cosiddetto BMI (Body Mass Index), o Indice di Massa Corporea , che rapporta il peso corporeo, espresso in kg, alla superficie corporea espressa come altezza corporea in metri elevata al quadrato.
Poichè, nel paziente affetto da obesità patologica, la terapia medica può risultare inefficace nel lungo termine, gli esperti del National Institute of Health concordano nel considerare che l’unica soluzione è quella di modificare gradualmente ma radicalmente lo stile di vita del soggetto.
I disturbi dell’alimentazione possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessuna condizione medica o psichiatrica conosciuta.
La classificazione e la diagnosi dei disturbi dell’alimentazione considerano l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, i disturbi dell’alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorders-BED).

Restrizione dietetica e disinibizione

Scala di autovalutazione critica della propria immagine corporea

La distorsione della propria immagine

Intorno agli anni ’70 fu possibile misurare l’influenza svolta dalla restrizione dietetica volontaria sul comportamento alimentare umano (Nisbett). Nisbett fu tra i primi a proporre una classificazione delle obesità non sulla base del peso corporeo ma del comportamento alimentare. Questo concetto era supportato dagli studi di Herman basati sui risultati ottenuti sulla “Restraint Scale” da lui sviluppata (Herman). La “Restraint Scale” è un questionario che valuta il comportamento alimentare, il peso e le fluttuazioni del peso.

Da allora sono stati costruiti, sviluppati e più volte revisionati numerosi strumenti che permettono un sempre più accurato inquadramento clinico del Paziente in sovrappeso.

 

 

 

 

QUESTIONARIO PSICOMETRICO

Questionario Imagine and Behavior Restraint Scale (IBR)

Questionario per misurare la disposizione a dimagrire

Il questionario messo a punto dal Dott. Claudio Saluzzo ha la scopo di misurare tre dimensioni del comportamento alimentare : restrittività, disinibizione e sensibilità alla fame, estese all’elemento forma e cura del corpo. Il questionario chiamato IBR ha l’intento di fornire un contributo per meglio definire la disposizione a dimagrire.
Sulla base della revisione della letteratura sull’argomento, e dopo tadotto, studiato e adattato al comportamento alimentare italiano la Restraint Scale di Herman e i questionari di Pudel e di Stunkard per ciò che riguarda l’atteggiamento verso il cibo, si è voluto creare uno strumento capace di considerare :

Restrittività sia come controllo cognitivo dell’introduzione di cibo e dei cambiamenti di peso, sia come controllo della propria forma attraverso lo sforzo fisico
Disinibizione
a) come comportamento da intendersi patologico, da parte di persone obese che, pur nella necessità clinica di dover dimagrire, nulla fanno ne hanno intenzione di fare per attuare un miglioramento della loro condizione, sia sul paino del controllo alimentare che su quello dell’attività fisica
b) come comportamento da intendersi normale, da parte di coloro che magri, mangiano tutto ciò che vogliono quando vogliono, fanno dell’attività fisica solo se ne hanno voglia e pur non attuando alcuna restrizione conservano una buona forma fisica.
Sensibilità alla fame e alla fatica fisica come condizione di eccessivo interesse per il cibo e di facile stancabilità verso lo sforzo fisico sportivo… CONTINUA

Questionario psicometrico

QUESTIONARIO PSICOMETRICO

 

Questionario per misurare la disposizione a dimagrire

Il questionario messo a punto dal Dott. Claudio Saluzzo ha la scopo di misurare tre dimensioni del comportamento alimentare : restrittivitàdisinibizione e sensibilità alla fame, estese all’elemento forma e cura del corpo. Il questionario chiamato IBR ha l’intento di fornire un contributo per meglio definire la disposizione a dimagrire.
Sulla base della revisione della letteratura sull’argomento, e dopo tadotto, studiato e adattato al comportamento alimentare italiano la Restraint Scale di Herman e i questionari di Pudel e di Stunkard per ciò che riguarda l’atteggiamento verso il cibo, si è voluto creare uno strumento capace di considerare :

  1. Restrittività  
    sia come controllo cognitivo dell’introduzione di cibo e dei cambiamenti di peso, sia come controllo della propria forma attraverso lo sforzo fisico
  2. Disinibizione
    a)
     come comportamento da intendersi patologico, da parte di persone obese che, pur nella necessità clinica di dover dimagrire, nulla fanno ne  hanno intenzione di fare per attuare un miglioramento della loro condizione, sia sul paino del controllo alimentare che su quello dell’attività fisica
    b) come comportamento da intendersi normale, da parte di coloro che magri, mangiano tutto ciò che vogliono quando vogliono, fanno dell’attività fisica solo se ne hanno voglia e pur non attuando alcuna restrizione conservano una buona forma fisica
  3. Sensibilità alla fame e alla fatica fisica  
    come condizione di eccessivo interesse per il cibo e di facile stancabilità verso lo sforzo fisico sportivo

Sempre più spesso persone che presentano un rapporto peso altezza assolutamente normale non sono soddisfatte della propria forma corporea.
Nisbett aveva dimostrato nel 1972 che molte persone normali attuano abitualmente un comportamento alimentare restrittivo. L’incapacità di attuare tale autocontrollo è motivo della difficoltà di dimagrire da parte di altre.
La disaffezione ad una dieta può originare anche dal fatto che la persona, pur avendo raggiunto il peso desiderato, non soddisfatta del risultato, si abbandona allora ad un comportamento disinibito e vanifica tutti i precedenti sforzi.
Per tali motivi si è voluto creare uno strumento capace di valutare l’atteggiamento del Paziente verso queste due dimensioni (controllo dietetico e attività fisica) e per studiare nel tempo gli eventuali cambiamenti comportamentali.
Chi desidera contenere le fluttuazioni del peso e i cambiamenti del proprio corpo, è bene che operi sui due fronti e prenda coscienza del fatto che l’attività fisica è importante quanto la restrizione dietetica.
Le domande del questionario derivano da tre fonti :

  1. La Restraint Scale di Herman e Polivy di 10 voci
  2. Il Questionario dell’Obesità Latente di Pudel di 40 voci
  3. Il Questionario Trifattoriale di Stunkard di 51 voci

La scala di restrizione dietetica di Herman aveva lo scopo di diagnosticare il tipo di comportamento alimentare attraverso tre tipi di stimoli :

  • PRECARICO DI CIBO
  • INGESTIONE DI ALCOL
  • EMOZIONI

Precarico di cibo

Herman e Mack distribuirono fra i partecipanti allo studio in tre occasioni successive due bicchieri di frappè, quindi uno e poi nessuno. Ogni volta quindi misurarono il tasso di assunzione dei gelati di vari gusti, che vennero offerti di lì a poco. Molti dei partecipanti, sia dopo due bicchieri sia dopo uno soltanto, mangiavano considerevolmente meno gelati.
I mangiatori restrittivi, selezionati attraverso il questionario di Herman, si comportavano in modo del tutto diverso.
Dopo aver assunto un frullato essi mangiavano più gelati di quanti non ne mangiassero quando non ricevevano alcun frullato prima.
Questo comportamento paradosso chiamato di controregolazione dallo stesso Herman, è stato descritto diverse volte, a proposito di persone normali per peso e costituzione e rappresenta la più significativa scoperta di questa ricerca (Fremouw, Spencer).

Assunzione di alcol 

L’idea che la controregolazione da parte dei mangiatori restrittivi, rappresentasse una sorta di disinibizione, fu esplorata mediante l’uso di un classico disinibitore : l’alcol.
All’interno di precise circostanze, l’ingestione di alcol incrementa la quota giornaliera di calorie nei mangiatori restrittivi ma non negli altri (Polivy, Herman).
In pratica nelle persone che coscientemente limitano la quantità di cibo assunta, l’alcol riduce la capacità di autocontrollo.

Emozioni

Altro potenziale disinibitore dell’autocontrollo, che supporta questa teoria, è l’emozione, nonchè l’effetto della depressione e dell’ansietà, sul comportamento dei mangiatori restrittivi.
Costoro quando depressi, aumentano di peso, mentre i liberi mangiatori dimagriscono (Zielinski).
Allo stesso modo, a causa dell’ansia, i restrittivi mangiano di più (Herman).
Sulla base di queste scoperte, Hibscher e Herman, hanno proposto che le difficoltà nel mantenere il dimagrimento raggiunto da parte dei restrittivi sia causato principalmente dal loro sentirsi a dieta(Hibscher, Herman).
Questa conclusione era supportata da studi che dimostravano la capacità predittiva del Restraint Scale di individuare la persona obesa anche quando era di peso normale Drewnoski definì questa condizione come obesità latente (Drewnoski).
Quattro studi psicometrici condotti da Blanchard, Drewnowski, Lowe e Johnson rivelarono che la Restraint Scale misura non solo il controllo dietetico, che era il suo intento, ma anche un concetto deversissimo : la fluttuazione del peso (Drewnowski, Blanchard, Lowe, Johnson).
In teoria la correlazione tra la percentuale di sovrappeso e il punteggio ottenuto sulla Restraint Scale potrebbe essere dovuta nientemeno che al fattore fluttuazione del peso.
Inoltre questi autori dimostrarono che le persone obese ottenevano un punteggio basso sulla Restraint Scale per quanto riguarda il fattore dieta. La validità concettuale del questionario di Herman era inquinata non solo dal fattore oscillazione del peso ma anche dal fattore di desiderabilità sociale.
Johnson e Ruderman dimostrarono che i punteggi ottenuti su una scala di desiderabilità sociale per le persone obese errano correlati significativamente con i punteggi ottenuti dalle stesse sulla scala di Herman, mentre ciò non si dimostrava per le persone di peso normale (Johnson, Ruderman).
Il tentativo di apparire socialmente desiderabile può distorcere i punteggi che misurano la capacità restrittiva della persona obesa.
L’obesità non è il solo problema che affligge la Restraint Scale. Frost dimostrò in uno studio sulla depressione sperimentalmente indotta, che il fattore di fluttuazione del peso era un rivelatore più attendibile rispetto a quello della restrizione alimentare (Frost).
Ulteriori tentativi di revisionare il lavoro attraverso la somministrazione del questionario a soggetti depressi che registravano considerevoli cambiamenti del peso, dimostrarono dei risultati opposti (Ruderman).
Seri problemi chiaramente affligono la Restraint Scale anche perchè la fluttuazione del peso risulta meno discriminante dell’obesità.
Tuttavia un attento studio di revisione della Scala di Herman condotto da Stunkard, dimostrò che i problemi sopra esposti, sono dovuti alla formulazione pratica delle voci e non certo alla sua strutturazione concettuale(Stunkard).
Mentre Herman e i suoi colleghi stavano studiando l’alimentazione restrittiva, un gruppo tedesco condotto da Pudel, lavorando con persone obese e normopeso, sviluppò in modo del tutto indipendente il concetto di obesità latente e strutturò un questionario per misurarlo (Pudel).
Meyer e Pudel scoprirono che il tasso di consumo di un pasto test da venti minuti era in grado di discriminare, con buona approssimazione, fra persone obese e non obese (Meyer, Pudel).
La velocità nell’ingurgitare cibo nelle persone normopeso, diminuiva nel corso del pasto, mentre questo non succedeva per le persone obese, suggerendo così la presenza di un indebolimento del senso di sazietà. Questa distinzione fra persone obese e non obese fu messa in discussione dalla scoperta di persone non obese la cui velocità di ingurgitare cibo non diminuiva durante il pasto prova. Pudel suggerì che queste persone potrebbero essere obesi latenti programmati biologicamente per essere obesi, ma capaci di mantenere un peso corporeo normale tramite una restrizione cognitiva della loro razione di cibo giornaliera(Pudel). Per indagare su questa possibilità egli preparò un questionario a 40 voci che si dimostrò capace di identificare con successo persone di peso normale che non erano in grado di diminuire la loro velocità di ingurgitazione durante il pasto (Pudel).
Il questionario Pudel considerato limitato dai successivi lavori di revisione perchè la sua sperimentazione avvenne solo in laboratorio, gettò le basi per il questionario trifattoriale di Stunkard. Questi, aggiungendo 17 nuove voci ai questionari di Herman e Pudel dopo un’opportuna revisione, rivalutò il lavoro di Herman per quanto riguarda l’alimentazione restrittiva.
Il concetto di alimentazione restrittiva implica due variabili indipendenti :
a) restrittivi versus non restrittivi.
b) obesi versus non obesi.
Stunkard attraverso il questionario trifattoriale cercò di individuare tre dimensioni comportamentali : (1) “cognitive restraint of eating” (2) “disinhibition” e (3) “hunger” persone che presentavano un’eccessiva sensibilità alla fame.
Egli dimostrò che, tra i liberi mangiatori, free eaters, maggiore era il controllo, (Scala I) maggiore era l’incostanza (Scala II); mentre tra le persone a dieta, strong restrainers, più era riportato un buon controllo (Scala I), minore era l’incostanza (Scala II), disinhibition; infatti alti punteggi sulla Scala III, perceived hunger, erano associati a maggiore incostanza (Scala II).

Questionario di autovalutazione del comportamento alimentare Dott. Claudio Saluzzo

Il questionario che potrebbe essere intitolato Image and Behavior Restraint Scale e per brevità IBR è costituito da quattro scale di valutazione :

1. Scala di misurazione del grado di autocontrollo del comportamento alimentare e dell’attività fisica svolti con il preciso scopo di controllare il peso e la propria figura corporea.
2. Scala di misurazione del grado di disinibizione sia verso il comportamento alimentare che verso lo sforzo sportivo.
3. Scala di misurazione del grado di sensbilità verso la fame e la fatica sportiva.
4. Scala di autovalutazione critica della propria immagine corporea.

La Scala I dell’IBR è costituita da 26 voci, 14 delle quali sono dicotomiali e 12 sono a risposta graduata.
La Scala II dell’IBR è costituita da 20 voci, 15 delle quali sono dicotomiali e 5 sono a risposta graduata.
La Scala III dell’IBR è costituita da 17 voci, 13 delle quali sono dicotomiali e 4 sono a risposta graduata.
La Scala IV dell’IBR è costituita da 2 voci.

Analisi psicometrica

I risultati ottenuti sulla I Scala Fattoriale di 26 voci :
esprimono la restrizione comportamentale di tipo cosciente.
I risultati ottenuti sulla II Scala Fattoriale di 20 voci :
rispecchiano la disinibizione. “Mangio ciò che voglio quando voglio ma, non mi sembra di esagerare”.
I risultati ottenuti sulla III Scala Fattoriale a 17 voci :
mettono in luce il grado di sensibilità a fame e fatica. “Non ce la posso fare. Tutto ciò è privo di senso”
Irisultati ottenuti sulla IV Scala Fattoriale a due voci :
mettono in rilievo la capacità di autocritica verso la propria figura corporea. “In fondo io mi piaccio così”

“Strong Restrainers” persone motivate che fanno fare bella figura alla metodica dietetica per gli ottimi risultati conseguiti

Gruppo A

Si tratta di soggetti fortemente capaci di reprimere gli impulsi alimentari trasgressivi e di eseguire attività fisica allo scopo di contenere efficacemente il peso corporeo. Costoro totalizzano il più alto punteggio nella I Scala Fattoriale rispetto agli altri tre gruppi.
Il costante prevalere del punteggio nella I Scala (Capacità Restrittiva) rispetto alla II (Disinibizione) e alla III (Sensibilità alla fame) può essere interpretato come motivo del successo nel seguire il regime dietetico da parte di costoro.
E’ interessate notare il costante prevalere dei risultati della II Scala sulla III Scala come se fosse necessaria un po’ di disinibizione per ottenere un buon risultato restrittivo.

Rapporti fra le scale del gruppo dei soggetti molto attenti nel seguire le raccomandazioni dietetiche e comportamentali

Gruppo B

Si tratta di persone che non hanno alcuna voglia di affrontare un qualsiasi tipo di restrizione e controllo su ciò che mangiano e bevono. Sanno che stanno sbagliando ma sono sinceramente convinte che siano “tutte storie” e che in fondo si vive una volta sola e qualche soddisfazione bisogna pur prendersela. D’altro canto si sentono bene e si sono adattati alla loro condizione.
I liberi mangiatori grassi hanno fatto registrare alti punteggi su tutte e tre le Scale. Il costante prevalere della II Scala (Disinibizione) sulla I Scala (Capacità Restrittiva) e sulla III Scala (Sensibilità alla fame e alla fatica) era associato al quasi identico punteggio fra la I e la III Scala, quasi che la lotta fosse tra restrittività e fame in loro sia costante anche se negata.

Rapporti fra le scale del gruppo – B

Gruppo C

Il gruppo di liberi mangiatori magri è caratterizzato innanzitutto dal basso punteggio percentuale su ogni Scala. I risultati sulla I Scala (Restrizione) sono costantemente più alti rispetto alla II Scala (Disinibizione). I partecipanti a questo gruppo hanno infine fatto registrare i più bassi punteggi sulla III Scala (Sensibilità alla fame e alla fatica).

Rapporti fra le scale del gruppo – C

Il prevalere del punteggio totalizzato sulla I Scala (Capacità restrittiva) rispetto a quello totalizzato sulla II Scala (Disinibizione) e sulla III (Sensibilità alla fame e alla fatica) può essere interpretato come la ragione principale del loro successo nel seguire il regime dietetico. E’ interessante notare che gli alti punteggi sulla I Scala sono tuttavia appaiati ad alti valori sulla II come se fosse necessaria l’associazione tra restrizione e disinibizione. In questo gruppo prevale la capacità di saper determinare la propria immagine corporea sulla Scala dell’IBR.
Gli alti punteggi realizzati sulla II Scala (Disinibizione) esprimono l’elevato grado di autostima come una sorta di difesa strutturata per adattarsi allo stato di obeso. Non praticavano attività fisica e non temono di essere considerati grassi. Alla domanda :
“Ti riconosci in questa frase?
Solo se mi vedo in fotografie o filmini mi rendo conto di come sono ingrassato/a”
Tutti e cinque hanno risposto positivamente.
Fra i tre gruppi selezionati questo è l’unico che presenti il 60% di alterazione dell’immagine corporea IV Scala. Gli alti punteggi sulla I e III Scala esprimono la conflittualità apparentemente negata fra il desiderio restrittivo e l’eccessiva sensibilità alla fame.
I bassi punteggi totali accompagnati da minimi valori percentuali sulla III Scala (Sensibilità alla fame e alla fatica) dimostrerebbero che costoro non mangiano molto, né molto spesso. L’indifferenza verso il cibo rappresenta l’aspetto distintivo di maggiore rilevanza fra i tre gruppi. Costoro, in modo spontaneo, seguono una dieta idonea alla loro spesa energetica.

Riepilogo

Le persone che fanno registrare alti punteggi sulla I Scala e minori sulla II e III Scala sono particolarmente responsive all’informazione riguardo al valore nutrizionale degli alimenti, all’equilibrio calorico e accolgono strategie comportamentali tradizionali, per quanto riguarda il controllo degli stimoli della fame e della fatica. Risutano facilmente educabili verso l’impiego dell’attività fisica come mezzo cosciente per il controllo del peso.
Il gruppo dei liberi mangiatori obesi, caratterizzato da lati punteggi sulla II e III Scala indica che i soggetti che realizzano punteggi analoghi e si trovino nella necessità di dover perdere peso a causa delle complicanze dell’obesità, necessitano di strategie terapeutiche più complesse in associazione alla terapia farmacologica volta a ridurre il senso di astinenza, prima causa delle loro trasgressioni.
Il gruppo dei liberi mangiatori magri, caratterizzato da bassi punteggi su tutte e tre le Scale, esprime una sorta di indifferenza verso gli aspetti remunerativi del cibo, e verso l’attività fisica intensa come mezzo cosciente per controllare il peso corporeo.
Coloro i quali facessero registrare analoghi punteggi sull’IBR possono essere considerati soggetti fisiologicamente magri.

 

 

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